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Approfondimenti

Il trauma cranico: una epidemia silenziosa

La società moderna ha visto nascere in modo strisciante una terza fonte di rischio per la vita e la salute della persona (oltre alle epidemie infettive): i traumatismi legati alla circolazione sulla strada. Questo problema ha raggiunto attualmente proporzioni impensabili senza che l'opinione pubblica ne abbia preso coscienza pienamente.

È diffusa l'opinione che l'incidente sia una fatalità, non prevedibile. Quando capita avviene per "sfortuna". Dobbiamo invece, riconoscere che un'alta quota di incidentalità dipende direttamente dal nostro comportamento.

Ciascuno di noi deve evitare comportamenti pericolosi, prendere misure, precauzioni per proteggersi dall'eventualità ce si verifichi l'incidente della sua vita. I sistemi di protezione sono rappresentati dalle cinture di sicurezza per chi circola in automobile, dal casco per chi circola su moto, motocicli o scooter in genere, ma anche su biciclette da corsa. Per entrambi i dispositivi l'obiettivo è quello di proteggere il cranio nei confronti di impatti violenti.

Un caso particolarmente delicato è rappresentato dalla misure di protezione dedicate ai bambini, che sono maggiormente indifesi nei confronti della pericolosità della strada. Non è raro che bambini, in qualità di passeggeri dell'automobile, rimangano offesi da gravi traumi cerebrali anche in corso di banali tamponamenti.

I bambini non sono in grado di percepire la pericolosità di una situazione, pertanto è compito degli adulti educarli ed è compito degli adulti farsi carico della loro incolumità. Preoccupiamoci della loro salute non solo portandoli dal medico ma proteggendoli sulla strada con la nostra prudenza e il nostro buon senso.


Il cervello è un organo vitale e unico

Le parti del corpo non sono tutte uguali ed ognuna svolge una funzione che è propria e che si differenzia dalle altre ed anche in relazione ai traumatismi le diverse parti del corpo non si comportano allo stesso modo.

Esistono organi per i quali non è possibile pensare, al momento attuale, trattamenti chirurgici che restituiscano la totale integrità. È il caso delle gravi lesioni al cervello e al midollo spinale.

Questi due organi costituiscono insieme il Sistema Nervoso Centrale e sono capaci di rigenerarsi ma solo in modo limitato, per cui una volta danneggiati non sempre sono in grado di ristabilire il livello di funzionamento precedente.

Il Sistema Nervoso Centrale governa funzioni fondamentali per il nostro organismo.

Senza il cervello non potremmo muoverci nello spazio, non potremmo comunicare tra noi, non potremmo vedere, udire, gustare, odorare, sentire al tatto. Perderemmo la capacità di ricordare le esperienza passate, la capacità di comunicare agli altri sentimenti ed emozioni, di amare ed essere amati; la possibilità di praticare uno sport e qualsiasi attività che richieda impegno intellettivo.

Tutte queste capacità hanno sede nel cervello e ci rendono persone uniche, dotate di particolari attitudini cerebrali ed emotive che costituiscono la nostra personalità.

Dobbiamo pertanto, essere coscienti che un trauma al nostro cervello produce inevitabilmente la perdita di una o tante di queste funzioni.

I gravi traumatizzati cranici che riescono a sopravvivere si trovano di fronte al grande compito di tornare a vivere pur non essendo più quelli di prima. I familiari non li riconoscono più, gli amici nemmeno, ma soprattutto loro stessi non si riconoscono più ed è molto difficile l'accettazione di una condizione simile.

Il nostro cervello è un organo unico, che possiede una vita sola e che non può essere sostituito.

Mettere le cinture di sicurezza, il casco, assicurarsi che i bambini siano legati al proprio seggiolino e rispettare le norme della strada è indispensabile per proteggere il bene prezioso che è situato nel nostro cervello, l'essenza della nostra vita.


Le conseguenze di un trauma cranico